Il Blog di Alessandro Fois. 


 Home studio: i monitors incassati nella control room

Per evitare l’inconveniente dell’onda di cancellazione in controfase (di cui parleremo in un prossimo post), per una più agevole e ampia collocazione di una zona esente da riflessioni primarie (Reflection free zone) e altri vantaggi minori, nelle control room professionali si tende ad incassare i monitors dentro le pareti, con pannello frontale dell’altoparlante a filo muro.

Questo espediente, se realizzato con sufficiente cura, può anche essere adottato nella control room dell’home studio, a condizione che sia realizzato in una stanza avente di opportune dimensioni (larghezza minima m.3,70 e profondità circa il 25-30% in più della larghezza.

Le pareti nelle quali incassare i monitors dovranno essere orientate di 30°rispetto alla parete frontale, in modo da indirizzare correttamente il suono verso il focus di ascolto.

L’espediente non è immune da rischi. Occorre infatti:

  • che l’orientamento dei monitors verso il focus di ascolto sia effettuato con estrema cura, in quanto non si potrà successivamente intervenire per modificarne l’orientamento e l’inclinazione; ciò presume una scelta preliminare più che attenta del focus stesso per mezzo di plurimi test di simulazione, in modo da colloccarlo in una posizione che risulti la più possibile esente da interferenze modali
  • che si utilizzino monitors passivi oppure che si prendano opportune precauzioni per evitare che gli ampificatori dei monitors attivi possano surriscaldarsi, predisponendo camere d’aria sufficientemente ampie e/o ventilate nel retro dei monitors stessi
  • che la cavità nella quale posizionare i monitors sia acusticamente siggillata verso le cavità adiacenti, in modo da non indurre in queste ultime alcuna risonanza a bassa frequenza
  • che l’alloggiamento dei monitors sia il più possibile rigido e poco elastico, interponendo fasce di feltri antivibrazione di sufficiente spessore, non utilizzando altresì intelaiature metalliche che possano risuonare in corrispondenza di specifiche frequenze
  • che i monitors non siano dotati di uno sfiato reflex posteriore, in quanto esso non funzionerebbe correttamente e modificherebbe la risposta in frequenza della cassa

 Che cosa sono le prime riflessioni?

E’ definita “prima riflessione” una onda sonora che ritorna alle orecchie dell’ascoltatore dopo essere stata riflessa da una unica superficie riflettente; analogamente potrebbero essere definite seconde, terze, quarte, quinte riflessioni le onde sonore che si ripropongono all’orecchio dopo aver incontrato due, tre, quattro, cinque superfici riflettenti.

Le prime riflessioni indotte dalle pareti giungeranno perciò alle orecchie del fonico ancora cariche di notevole energia sonora ma con un lieve ritardo in confronto con quelli del suono diretto, creando un filtro cosiddetto a pettine

Il filtro a pettine è una cancellazione o attenuazione di fase in specifiche frequenze, determinata dal ritardo percepito all’ascolto tra un suono diretto ed il suo riflesso (o anche tra due suoni riflessi); queste attenuazioni non lineari producono  una colorazione del timbro sonoro alterando cosi la risposta in frequenza.

Le ulteriori riflessioni invece, se allontanate dal punto di ascolto e poi diffuse o attenuate per mezzo di opportuni pannelli acustici, pur creando un delay maggiore avranno incidenza pressoché nulla, grazie al notevole abbattimento di volume causato dall’allungamento del percorso e dalla assorbenza indotta dalle varie superfici riflettenti toccate.

Risulterà evidente che la eliminazione o la forte attenuazione delle prime riflessioni diventa un elemento di primaria importanza per un ascolto puro del suono emesso dai monitors, col minimo delle interferenze.

I monitors incassati possono aiutare notevolmente a risolvere il problema della prime riflessioni indotto dalle pareti laterali e facilitano la realizzazione degli altri espedienti volti alla eliminazione delle altre riflessioni primarie indotte dal soffitto e dal tavolo della consolle di controllo.

Qui di seguito, in pianta, la rappresentazione schematica di una Control Room pressoché ideale realizzata dentro una stanza avente m.4,00 di larghezza e m.5,00 di profondità (e m.3,20 di altezza ridotti, per mezzo di un controsoffitto digradante, sino a m. 2,70 nella parete frontale sopra i monitors. 

Il soffitto sposizionato sopra i monitors e il punto di ascolto saranno rivestiti di pannelli fonoassorbenti opportunamente alternati a pannelli diffusori.

La conformazione delle contropareti presenta una inclinazione di 30° nei punti di incasso dei monitors, poi l’angolazione diventa di circa 70° e poi di circa 85° (quest’ultima inclinazione potrebbe anche proseguire sino al fondo della sala, obbligando a stringere leggermente la distanza tra i monitors e l’ampiezza della zona esente da riflessi primari).

In tal modo tutte le prime riflessioni saranno convogliate in fondo alla sala, dove una pannellatura a tutta altezza, in parte diffondente (utilizzando i diffusori Schroeder, accordabili secondo esigenze) e in parte assorbente provvederà a smorzare in maniera diffusa il suono, diminuendo i tempi di riverberazione.

Il risuonatore in fondo alla sala, il controsoffitto e le contropareti digradanti provvederanno a smorzare l’energia alle basse frequenze in maniera non lineare. Se il tempo di riverbero fosse ancora troppo elevato sarà possibile sarà possibile abbondare di pannelli diffondenti e/o assorbenti, specie nellle pareti laterali del fondo sala e nel soffitto.

Nelle pareti laterali del fondo sala potranno anche trovare posto eventuali risuonatori da accordare con precisione al fine di risolvere eventuali risonanze residue.

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PER APPROFONDIMENTI

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