Preliminari del mastering: Controllo stereo, tonale e dinamico.

Il Blog di Alessandro Fois. 


Controllo stereo nel Mastering

Una semplice ma importantissima operazione da eseguire è il controllo di fase della immagine Stereo, a riguardo della compatibilità durante l’ascolto in Mono.

Dopo aver ascoltato per intero il brano, ascoltatelo in mono per verificarne la coerenza in ambito di: 

  • rapporti di volume tra le sorgenti
  • incidenza del riverbero rispetto al suono dry delle sorgenti
  • timbro delle singole sorgenti
  • volume del brano

Se durante l’ascolto in mono avete l’impressione di qualche cosa di strano, ascoltate il passo anche in stereo.

La eventuale presenza di uno dei difetti enunciati nell’elenco di cui sopra, potreste essere in presenza di errori più o meno pronunciati occorsi durante il mix.

Valutatene l’incidenza al fine di consultarvi o meno col fonico di mix per una eventuale correzione.

Con l’occasione controllate anche che il volume dei n.2 canali stereo sia pressoché identico e, se è necessario, correggete.

Infine, verificate se l’ampiezza della stereofonia è correttamente impostata, in quanto avrete la possibilità, in corso d’opera, di ampliarla o restringerla, come pure di aumentare o diminuire l’incidenza del “canale centrale” rispetto a quelli periferici.

Controllo tonale nel Mastering

Per controllo tonale si intendono le seguenti verifiche:

  1. che la proporzione tonale di tutte le sorgenti sia appropriata, ovvero che non ci siano esuberi o carenze in certe fasce di frequenze in una o alcune sorgenti che compongono il mix – è infatti molto sgradevole ascoltare un brano tonalmente equilibrato, nel quale però la chitarra acustica (ad esempio) evidenzi un forte esubero della fascia di frequenze intorno ai 200 hz – pur col massimo impegno in fase di mastering un tale problema non sarà risolvibile del tutto
  2. che la proporzione tonale tra le varie fasce di frequenza del mix sia appropriata – capita infatti che, anche in missaggi sostanzialmente ben fatti, nei quali tutte le sorgenti risultano tonalmente ben proporzionate, si presenti un esubero o una carenza tonale a carico di specifiche fasce di frequenza – in questo caso il fonico di mastering potrà facilmente correggere il problema tramite un attento processo di equalizzazione statica e, laddove necessario, anche di eq dinamica.

Che cosa fare

Nel 1° caso di cui sopra, sarebbe meglio chiedere al fonico di mix di inviarci un file nel quale tale problema risulti risolto.

In alternativa possiamo chiedergli di fornirci una versione del mix senza chitarra acustica e, aparte, la sola traccia di chitarra (leggi più avanti a riguardo dello steam mastering).

Nel caso in cui non sia possibile ottenere la revisione del mix e neppure l’invio degli steam, dovremo comunque ingegnarci di trovare la migliore soluzione possibile, come vedremo.

Nel 2° caso, invece, possiamo senz’altro provvedere senza indugio ad una soluzione in ambito di mastering.

Controllo dinamico nel Mastering

La principale problematica risiede nei casi in cui si riceve un mix nel quale siano stati eseguite eccessive compressioni di tipo livellante.

Un moderato livellamento delle sorgenti, infatti, è senza dubbio funzionale all’ottenimento di un buon mix.

Molti fonici, però, esagerano in tale pratica spingendo dapprima le singole tracce a livelli di compressione livellante molto elevati.

Successivamente talvolta raggruppano le sorgenti in bus audio che vengono anch’essi fortemente compressi.

Se tale pratica può avere un senso nella musica dance e simile, è pessima pratica nei generi più espressivi, compreso il pop moderno.

E’ infatti importante evitare di spegnere troppo le dinamiche espressive.

E’ senza dubbio meglio indugiare di più con il controllo dei volumi delle tracce.

Per l’ottenimento di un buon livello di densità dinamica, condizione essenziale del mastering rivolto alla industria discografica moderna, occorre infatti che le operazioni di pompaggio siano svolte su un unica sorgente sommatoria, ovvero sull’intero mix.

Solo in questo modo, infatti, si riuscirà ad ottenere quanto segue: 

  • la densità dinamica richiesta
  • la minima mortificazione degli accenti dinamici delle esecuzioni
  • la interazione dinamica delle timbriche delle varie sorgenti

Suddividere la compressione livellante in più interventi, infatti, nuoce gravemente al raggiungimento ottimale dei risultati suddetti e va evitata.

Che cosa fare

Se riceviamo un file mix esageratamente compresso, possiamo:

  • chiedere al fonico di reimpostare il mix facendo a meno di tali eccessi di controllo dinamico
  • se quanto sopra non fosse possibile dovremo lavorare con ciò che abbiamo; in tal caso si potrà tentare, come vedremo, di agire con un doppio processo di espansione (prima) e di compressione (dopo)

PER APPROFONDIMENTI

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