Il Blog di Alessandro Fois. 


Stem Mastering


Una sessione di “stem mastering”, configurata prima delle installazioni dei filtri di processing. Sono visibili le tracce degli stems.


Stem Mastering

Potremmo anche chiamarlo Multi Track Mastering e definirlo come una via di mezzo tra un Mix semplificato e il più consueto Single Track Mastering.

Invece di manipolare un unico mix stereo, oltre ad esso utilizzeremo infatti varie tracce di sorgenti sonore in cui il mix è stato suddiviso.

Tale procedimento non è certo la cura di tutti i mali, ma può essere risolutivo in molti casi in cui col mastering mono-traccia non si riescano ad ottenere risultati soddisfacenti; per esempio:

  • errori di volume a carico dei solisti o di altre sorgenti “critiche”
  • squilibri tonali di una o più sorgenti in confronto col contesto tonale dell’intero mix
  • solisti troppo compressi
  • tracce distorte
  • altre

Un buon operatore di mix, oramai, provvedere a fornire, a corredo del mix, un certo numero di stems, a suo giudizio funzionali in caso di necessità.

Nel caso in cui non lo faccia, sarebbe opportuno comunque che si rendesse disponibile in caso di richiesta.

In tal caso il fonico di mastering, previa analisi accurata del mix, deciderà quali tracce supplementari richiedere al fonico del mix.

La divisione in tracce permetterà di effettuare alcuni interventi correttivi supplementari non eseguibili nel single track mastering, offrendo maggiori margini di correzione per gli eventuali squilibri.

Al fonico di mastering resterà così il compito e la possibilità di ritoccare qualche elemento sonoro (volume, equalizzazione, compressione, effetti) allorquando durante il processo di mastering ne subentrasse la necessità.


Addizione e sottrazione

Ogni stem potrà essere utiliizzato in maniera additiva o sottrattiva rispetto al mix completo.

Utilizzo additivo

Per aumentare il volume di una sorgente facente parte di un mix si dovrà:

  1. nella daw, posizionare il mix sulla timeline della sessione di mastering; dare alla traccia del mix un volume di 0 db (Unity Gain)
  2. in altra traccia posizionare, in parallelo, lo stem corrispondente alla sorgente che intendiamo far risaltare; tenere il volume di questa traccia completamente abbassato
  3. sollevare il volume dello stem di cui al punto 2 sino ad ottenere il voluto grado di risalto della sorgente

Utilizzo Sottrattivo

Per diminuire invece il volume di una sorgente facente parte di un mix si dovrà: 

  1. nella daw, posizionare il mix sulla timeline della sessione di mastering; dare alla traccia del mix un volume di 0 db (Unity Gain)
  2. in altra traccia posizionare, in parallelo, lo stem corrispondente alla sorgente che intendiamo far risaltare; tenere il volume di questa traccia completamente abbassato; 
  3. invertire la polarità della traccia stessa (il comando di inversione di polarità, quando non è disponibile direttamente sulla traccia, è generalmente offerto da un plugin di gain o di eq installabile sulla traccia stessa)
  4. sollevare il volume dello stem di cui al punto 2 sino ad ottenere il voluto grado di attenuazione della sorgente

Utilizzo ADDITIVO POST-Sottrattivo

Dopo un utilizzo sottrattivo operato al massimo livello, tale da causare la totale cancellazione della sorgente implicata, sarà possibile re-immetere la stessa sorgente (stavolta senza invertirne la polarità) in modo da poterla missare ex novo con la possibilità di poterla filtrare indipendentemente con processi tonali, dinamici e di ambientazione


Quali stems

Gang of Four

Una possibilità, suggerita dal sound engineer Bob Katz e applicabile per la maggior parte dei generi pop-rock, funky, dance e simili, è la semplice suddivisione in 4 stems”, da lui soprannominati La Banda dei 4 (Gang of Four):

  • Stem 1 – Mix intero
  • Stem 2 – Strumenti 
  • Stem 3 – Strumenti + Cori
  • Stem 4 – Voce o Strumento Solista del brano 

Considerando la possibilità di utilizzare gli stems in maniera additiva o sottrattiva, risulterà facile immaginare le semplici operazioni ottenibili.

Esempio

Supponiamo ad esempio che nel mix la voce risulti troppo alta, poco corposa e troppo compressa.

Per mezzo dello stem n.4 utilizzato con polarità inversa potremo sottrarre molto volume alla voce anche sino a farla sparire.

Con un’altra traccia avente il medesimo stem 4, ma utilizzato in polarità diritta, potremo immettere nuovamente la traccia vocale nel programma audio al volume desiderato, avendo cura di dare alla traccia maggiore corposità e un pizzico di espansione per contrastare la compressione eccessiva.

Magnificent Seven

 Mi perdonerete il “gioco concettuale” con la “Banda dei 4” nel definire la scelta che segue col nome “I Magnifici 7”.

Personalmente ritengo, infatti, che in alcuni casi sarebbe meglio operare con qualche chance in più, ottenendo un maggior numero di stems, e in particolare:

  • Stem 1 – Mix intero
  • Stem 2 – Tutti gli strumenti
  • Stem 3 – Strumenti + Cori
  • Stem 4 – Voce o Solista del brano
  • Stem 5 – Basso
  • Stem 6 – Grancassa
  • Stem 7 – Lo strumento (o gruppo di strumenti, o sessione di strumenti) che meglio definisce il portamento ritmico armonico del brano (spesso una chitarra acustica o elettrica o un pianoforte, ma tavolta può essere anche un synth, un quartetto d’archi o altro).

In tal modo, oltre agli stems suggeriti da Bob Katz, si disporrà di altri elementi tra cui quelli particolarmente critici che si esprimono alle basse frequenze, come il basso e la cassa della batteria.

Utilizzando i procedimenti additivi e sottrattivi saremo in grado in tal modo di risolvere egregiamente molti degli squilibri eventualmente riscontrati nel mix.

N.B.

In casi speciali, non è escluso che l’operatore di mastering possa richiedere una singola sorgenti o un gruppo di sorgenti non presente nelle liste di cui sopra.

Ciò può capitare nel caso in cui la sorgente o il gruppo in questioni manifesti una sproporzione tonale o di volume col contesto

Vantaggi dello Stem Mastering

Esso permette una ampia possibilità di intervento da parte del fonico di mastering, al fine di risolvere al meglio eventuali storture indotte dal fonico del mix.

In molti casi in cui è inizialmente previsto un single track mastering, si dovrà poi ricorrere ad uno Stem mastering per poter controllare e risolvere alcuni difetti del mix.

Rischi dello Stem Mastering

Il rischio è quello di snaturare un poco il “sapore” generale del mix originario, specie se si interviene con molte tracce.

Per tale motivo è consigliabile che esso sia eseguito alla presenza del direttore di produzione.


Come esportare correttamente gli stems

Un fonico di mix previdente dovrebbe avere cura, al momento del bouncing, di esportare anche un congruo numero di stems.

Così facendo si premunirebbe contro il rischio di dover fare revisioni al mix o anche semplicemente di dover esportare successivamente gli stems richiesti dal fonico di mastering.

E’ singolare constatare che non tutti i fonici di mix sanno esportare correttamente gli stems, salvo che non abbiamo avuto esperienze pregresse.

In sintesi, l’esportazione corretta di uno stem produce un file il cui programma audio è perfettamente identico a quello della stessa sorgente immersa nel mix, senza variazioni di volume, tonali, dinamiche e comprensiva dei campi di riverbero.

N.B.

E’ anche possibile procedere con uno stem epurato da ogni riverberazione, che permetterà un pieno controllo sulla sorgente ma non sui campi di riverbero.

In tal caso ad esempio, una azione sottrattiva non eliminerà il riverbero della sorgente.

L’utilizzo di uno stem all’interno della matrice M/S ci darà infine la possibilità di diminuire in buona misura l’incidenza del riverbero dello stem stesso, semplicemente abbassando il volume della componente S della matrice M/S.

La procedura di esportazione è molto rigida ma semplice, ma è facile perdere il controllo di qualche dettaglio, rendendo lo stem pressoché inutilizzabile in molte applicazioni.

Le regole di base

  • Le tracce, qualunque esse siano, dovranno essere esportate una volta che il mix sia perfettamente definito. 
  • Gli stems sincronizzati si ottengono partendo e terminando nel medesimo punto della timeline, analogamente al mix completo. 
  • Dovrete semplicemente porre in mute ogni traccia che non vorrete ascoltare. 
  • Questa modalità operativa costringe ogni riverbero o altro processo che sia stato applicato al mix intero, a riflettersi negli stems. In certi casi, però, potrebbe essere richiesta l’esportazione di uno stem privato del riverbero.
  • Per il mantenimento degli equilibri del mix originario, è assolutamente necessario che tutte le tracce convogliate ad un medesimo bus siano esportate come unico elemento stereo (questa raccomandazione è particolarmente importante se nel gruppo è in funzione un processore di dinamica e se in esso è presente un ritorno effetti.

N.B

In ambito di correzione additiva ma ancor più in quella sottrattiva, il mix tra il brano completo e un singolo stem funzionerà in maniera soddisfacente soltanto a condizione che lo stem corrisponda “esattamente” alla stessa sorgente inserita dentro al mix.

Nello specifico

Per funzionare egregiamente, in confronto alla corrispondente traccia immersa nel mix, lo stem:

  • dovrà contenere lo stesso riverbero stereo (quindi anche lo stem sarà stereo)
  • non dovrà interagire per mezzo del controllo di un compressore sidechain
  • dovrà aver subito i medesimi eventuali processi di equalizzazione, compressione e quant’altro, per mezzo dei medesimi plugin
  • dovrà avere il medesimo volume
  • dovrà posizionarsi in identica posizione nella immagine stereo, per mezzo del pan-pot
  • dovrà essere identico anche al riguardo delle variazioni imposte dagli automatismi programmati dal fonico di mix, sia per la funzione volume che per tutte le altre
  • non dovrà far parte di un gruppo o bus nel quale siano avvenuti processi di controllo dinamico di più sorgenti, in quanto tali processi creerebbero una interazione dinamica con le altre sorgenti in essa contenuti, rendendo lo stem differente dalla sorgente corrispondente contenuta nel mix; per il medesimo motivo sarà anche vietato ogni intervento dinamico sulla mastertrack

Nel caso in cui uno o più elementi di cui sopra non siano rispettati potrebbe verificarsi una efficacia parziale nell’utilizzo delle tecniche additive e la totale impossibilità di utilizzare quelle sottrattive.


PER APPROFONDIMENTI

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