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Pubblica e vendi la tua musica : Guida alla pubblicazione digitale

Guida alla pubblicazione digitale

I vantaggi economici della pubblicazione

Che tu sia un cantautore, un compositore, un produttore, un paroliere o un membro della band, se contribuisci a creare brani nuovi e originali, potresti (e dovresti) essere retribuito ogni volta che quel brano o una sua parte è:

  • Trasmesso in streaming
  • Acquistato in digitale o su supporto fisico
  • Riprodotto in radio o in televisione, sia come protagonista che come sottofondo
  • Eseguito in pubblico
  • Ascoltato come colonna sonora di un video su YouTube
  • Utilizzato come campionamento sonoro
  • Prodotto e venduto come partitura o spartito di musica, sia digitale che cartaceo
  • Utilizzato come colonna sonora di un film, di un programma televisivo, della pubblicità, di un videogioco, di un video istituzionale
  • Utilizzato in una presentazione

L’editoria, in breve

Chi crea testi originali è tecnicamente definito Autore (o, più specificamente, Autore dei testi).

Chi compone musiche originali è tecnicamente definito Compositore (ma talvolta è definito semplicemente Autore delle musiche.

Come autore di musiche e/o testi, al giorno d’oggi hai varie opportunità di guadagnare con le tue composizioni.

A tal fine l’editoria musicale gioca un ruolo importante, ma è anche uno degli aspetti meno compresi dell’industria musicale.

Il facile accesso non equivale a una comprensione; e solo perché al giorno d’oggi un autore/produttore indipendente può guadagnare denaro con la pubblicazione, non significa che sappiano come farlo.

Qui di seguito illustrerò rapidamente le basi per la comprensione dei vari ruoli autorali ed editoriali contribuendo a chiarirne alcuni aspetti che a molti artisti appaiono oscuri.

Il diritto d’autore

Si tratta:

della proprietà intellettuale delle proprie composizioni (che non è cedibile per legge e per logica)
del diritto economico derivante dall’utilizzo delle composizioni da parte di chicchessia, il quale sarà soggetto per legge a pagare all’autore il cosiddetto diritto d’autore, che è sostanzialmente il corrispettivo per ottenere la licenza  di utilizzo della composizione, che è frutto dell’ingegno dell’autore stesso, per uno specifico scopo (pubblica esecuzione, discografia, pubblicità e altro)
Vuol dire che l’autore di una particolare composizione (musica-testo) può decidere di “metterla in gioco”, in un modo che essa generi denaro per gli utilizzi di cui sopra.

Il diritto di edizione

L’editoria musicale è nata per regolamentare i diritti derivanti dalla stampa degli spartiti musicali, pratica ancora diffusa ma al giorno d’oggi molto ridimensionata.

L’editore musicale era colui che, al pari dei libri cartacei, acquisiva in accordo con l’autore l’onere della stampa degli spartiti e i diritti di sfruttamento economico degli stessi, da condividere in percentuali di ripartizione con lo stesso autore.

A tal fine, l’autore cedeva quindi parte dei suoi diritti d’autore, in forma di diritto di edizione, diventando insieme all’editore il detentore dei diritti di sfruttamento intellettuale dell’opera.

Tale diritto poteva e può ancora oggi essere ceduto dall’autore in forza di un accordo, che al giorno d’oggi, in genere, è parte integrante di un contratto di “produzione discografica”.

Tale accordo contrattuale, però, può anche costituire il corrispettivo concesso dall’autore ad un soggetto esterno (l’Editore, appunto) per una attività di promozione e divulgazione della sua opera.

Nel gergo comune e anche qui di seguito chiameremo però editoria musicale l’insieme di tutte le azioni e i diritti facenti capo alla composizione dei brani e alla realizzazione di un prodotto discografico delle stesse.

Le società degli autori ed editori

Alla tutela dei diritti degli autori e degli editori possono provvedere e in genere provvedono, quando da questi incaricate, le società degli autori e degli editori presenti nei vari territori nazionali, le quali sono spesso convenzionate fra loro al fine di gestire i diritti degli autori e degli editori ad esse iscritti in ambito internazionale.

Un tempo in Italia operava soltanto la SIAE, unica società esclusivista per tali servizi di tutela  e amministrazione dei diritti degli autori e degli editori.

Ora invece il contesto è stato liberalizzato e sono sorte altre società alternative, tra tutte segnalo Soundreef, che consiglio a tutto, ma soprattutto agli autori nascenti e a quelli minori.

Il copyright musicale

Previa accordo dell’autore e dell’eventuale editore con una terza figura denominata produttore, è possibile incidere la registrazione di una specifica esecuzione di un brano su un supporto fisico o digitale denominato tecnicamente master audio.

Al giorno d’oggi, sempre più spesso la figura del produttore coincide con quella dell’autore (o dell’editore), ma può essere anche una figura terza come ad esempio una etichetta discografica.

Il produttore ha per legge il diritto esclusivo di:

proprietà “fisica” del master audio
realizzare copie del master stesso (da cui deriva il termine copyright)
distribuire e commercializzare direttamente le copie di cui sopra
cedere in tutto o in parte tale diritto ai terzi, per un corrispettivo concordato
dare licenza a soggetti esterni di commercializzare e distribuire le copie, con eventuali limiti temporali e/o territoriali, anche in questo caso per un corrispettivo concordato
Tale pacchetto di diritti si chiama diritto di copyright, e la sua infrazione è materiale sia civile che penale.

La suddivisione dei proventi

Se sei un autore che ha realizzato un master audio, e non hai firmato un accordo con un editore o con un produttore esterno, sei tu stesso che detieni totalmente i diritti di autore, di edizione e di copyright.

Sei quindi considerato sia autore che editore e soltanto tu hai il diritto di pubblicare e di sfruttare le tue opere.

In caso di guadagni, essi andranno al 100 % a te, al netto dei corrispettivi dovuti (spese e/o utili) alle società da te di volta in volta incaricate per sfruttare l’opera per tuo conto, come ad esempio Soundreef, YouTube, Spotify.

Come coinvolgere un editore

Se riterrai conveniente coinvolgere un editore affermato per averne i vantaggi di sui sopra (maggiore divulgazione e vendite) ti sarà possibile farlo in forza di un contratto da stipulare.

Se affiderai l’amministrazione della composizione ad una società degli autori ed editori, in luogo del contratto basterà indicare i dati dell’editore al momento del deposito dei brani da amministrare, indicando anche le percentuali di ripartizione tra l’autore (o gli autori) e l’editore.

Tale percentuale è convenzionalmente stabilita in parti uguali: 50% per ciascuna delle parti.

Le Royalty per l’interprete

Nel periodo in cui la musica veniva venduta stampata su vinile o compact disc, spesso il produttore acquisiva tutti i diritti e gli oneri di vendita, riconoscendo agli artisti protagonisti un premio fisso di ingaggio, oltre alle le royalty sulle vendite espresse in percentuale sulle vendite.

Per capire meglio, qui sotto troverai uno schema esemplificativo di come potevano essere ripartiti gli introiti delle vendite per un artista mediamente affermato negli anni della discografia stampata su supporto fisico.

Per tale esempio supponiamo un incasso al lordo tasse pari a 1.000.000 di euro risultante dalle vendite dei dischi:

400.000 euro (40%) ripartito tra i vari dettaglianti, ossia ai negozi che materialmente hanno effettuato la vendita al pubblico (da tale incasso essi detrarranno le spese di gestione del proprio negozio)
200.000 euro (20%) per il distributore (o i distributori), sarebbe a dire le ditte incaricate di far pervenire fisicamente i prodotti ai dettaglianti, per mezzo di un rete di agenti di rappresentanza (da tale incasso essi detrarranno i costi di gestione dell’ufficio vendite, le provvigioni dei rappresentanti, le spese di consegna dei dischi)
200.000 euro (20%) per il produttore (da tale incasso esso detrarrà le spese per la registrazione, per la promozione, per la stampa dei dischi, per la gestione dei rapporti coi distributori, inoltre dovrà riconoscere all’artista un premio di ingaggio (ad esempio 40.000 euro), in misura proporzionale alla notorietà e rinomanza dell’artista
80.000 euro (8%) per i diritti d’autore e di edizione e relativi diritti amministrativi, per la massima parte (75-85% poi ripartiti agli autori ed editori dalle società che amministrano tali diritti per mandato)
120.00 euro (12%) per l’artista interprete intestatario del disco, come royalty sulle vendite
Nei casi in cui l’artista fosse alle prime esperienze, il premio di ingaggio fisso poteva essere ridotto anche notevolmente, sino a sparire del tutto; in tal caso spesso anche la percentuale di royalty per l’artista poteva essere ridotta sino ad un minimo del 4%.

Ripartizioni nell’era dello streaming

Nell’era attuale i prodotti sono diventati virtuali, per cui sono pressoché spariti i dettaglianti e i distributori di cui ai punti a e b.

Al loro posto sono sorte piattaforme di vendita o di streaming, che caratterizzano la nostra era, le quali riscuotono compensi sulle vendite e sui diritti, in misura variabile che si aggira intorno al 30%, devolvendo alle altre figure della catena (c, d e e) il restante 70 % circa (che rimane interamente all’artista nel caso in cui egli sia autore, interprete e produttore del master).

Alcune di queste piattaforme (ad esempio Apple e Spotify), però, non accettano rapporti diretti con gli artisti e i piccoli produttori.

Per pubblicare in tali piattaforme è indispensabile passare attraverso la nuova figura del distributore digitale autorizzato (ad esempio CdBaby o Amuse), il quali offre agli artisti anche il comodo servizio di pubblicazione globale della loro musica su tutte le piattaforme del mondo, trattenendo per sé una piccola percentuale, che erode di ulteriori altri 5-10 punti percentuale il diritto residuo.

Soltanto alcune case discografiche affermate e con elevato fatturato, infatti, possono avere rapporti diretti con le suddette piattaforme per la pubblicazione dei brani.

Quindi:

Se l’artista è anche autore, produttore ed editore, riscuoterà l’intera somma residua che, al netto di tasse, sarà di circa il 55-65% delle somme lorde pagate dagli utenti e dalla pubblicità.

Se esiste un produttore esterno, l’artista dovrà ripartire con esso tali introiti, secondo proporzioni stabilite dai contratti in essere, e dipendenti sia dalla rinomanza dell’artista che dalle eventuali spese pagate dal produttore per produrre la musica e promuoverla.

L’editore, se esistente (ormai diventano editori quasi esclusivamente gli stessi produttori, se esistono), condividerà con l’autore i diritti amministrati dalla società di autori ed editori incaricata.

Come risulta evidente, con la obsolescenza dei supporti fisici l’orizzonte è totalmente cambiato ed è diventata possibile la autogestione degli artisti nella scalata al successo.

Ciò non significa però che sia più facile ottenere il successo, in quanto la semplicità dei processi produttivi (dagli home studio al supporto virtuale) ha favorito la produzione di una quantità innumerevole di musica, contribuendo a confondere gli utenti e a inflazionare il mercato musicale.

Anche adesso, quindi, come allora (anche se in modo diverso), i grandi investimenti produttivi e promozionali fanno la differenza e sono in genere desiderabili per l’artista, in quanto sono capaci di produrre una notevole moltiplica del successo e dei proventi da esso derivanti.

Il trucco è creare consenso e tendenza, cosa più semplice per chi dispone di grandi mezzi, anche finanziari, e li mette in gioco.

Ovviamente la qualità della composizione, dell’arrangiamento, della interpretazione sono sempre alla base di un successo, ma non sempre, come possiamo osservare.

Ma tale qualità diventa basilare nel caso in cui tu volessi cimentarti con l’autoproduzione, perché è l’unica maniera con cui potrai sperare di riuscire, con pochi mezzi gestiti magistralmente, di farti notare ed apprezzare, conquistando un tuo fans club.

NOTA

Al giorno d’oggi le grandi produzioni non esercitano più il lavoro tradizionale del  talent-scout che andava alla ricerca dei diamanti grezzi da modellare.

Le major discografiche cercano invece artisti interessanti che, con mezzi propri, abbiamo già acquisito un numeroso fans club.

In tal senso, per raccogliere un concreto interesse da parte della grande produzione, si parte da almeno 50.000 fans iscritti nei social o, meglio ancora, alla tua mailing list.

Questo è però il minimo per sperare di essere contattati o per proporsi, ma è bene sapere che con numeri ancora maggiori la tua forza commerciale aumenterà esponenzialmente, permettendoti di ottenere condizioni contrattuali migliori.

Con un seguito consolidato di 1.000.000 di fans, ad esempio, sarai tu e non la major a guidare la trattativa, permettendoti d fare la parte del leone.

Ma torniamo al nostro argomento principale riguardante i diritti e i criteri di ripartizione derivanti dallo sfruttamento economico delle opere e del master.

Cosa succede in caso di esecuzione dal vivo in pubblico?

Se sei iscritto ad una società degli autori ed editori, le esecuzioni dal vivo in ambito di concerti e rassegne “a cartellone” produrranno guadagni per gli autori ed eventuali editori , in quanto tali società riscuoteranno per te i relativi diritti dagli organizzatori dell’evento o esigendo una parte dell’incasso derivante dai biglietti di ingresso o dalle quote di partecipazione al concerto (per gli eventi a pagamento).

L’iscrizione e relativo deposito dei brani in una di queste società è quindi un elemento essenziale per monetizzare i proventi in caso di pubblica esecuzione dei tuoi brani.

NOTA

Attenzione però che la SIAE, diversamente da altre società alternative, penalizza fortemente i piccoli autori in caso di proventi derivanti da concertini (piano bar, matrimoni e intrattenimento leggero in genere).

E in caso di emittenza televisiva e radiofonica?

Anche in tal caso le società degli autori incasseranno i diritti e li ripartiscono ad autori ed editori.

NOTA

Alcune società degli autori però, con le piccole emittenti riscuoteranno solo un forfait, penalizzando i piccoli autori, analogamente ai suddetti concertini.

Consigli per chi non è ancora affermato

In quanto autore e editore

Se sei un autore italiano non ancora affermato iscriviti ad una società degli autori, ma non alla SIAE (una buona alternativa è Soundreef), e deposita in essa tutta la tua produzione musicale.

In tal modo avrai il massimo rendimento possibile in caso di utilizzo dei tuoi brani in ambito di esecuzioni dal vivo e di emittenza radiotelevisiva.

Ecco i links di Soundreef e della SIAE:

www.soundreef.com

www.siae.it

In quanto produttore e detentore del copyright

Iscriviti presso la piattaforma di un distributore digitale che si assuma l’onere della gestione dei diritti di vendita e di streaming dei tuoi brani e pubblica i tuoi brani sul web per loro mezzo.

Due buoni gestori sono ad esempio CdBaby (che eccelle nei servizi) e Amuse (che è completamente gratuito), ma ce ne sono tanti altri, anche italiani, e in tal senso ti consiglio di leggere per intero quali servizi offrono e a quali costi, prima di decidere.

NOTA

E’ consigliabile scegliere con cura al fine di continuare a relazionarsi nel tempo sempre con il medesimo gestore, in modo da poter amministrare le tue opere, leggere i reports e altro, utilizzando un unico account per accedere alla piattaforma di amministrazione.

In genere a tale distributore digitale dovrai pagare:

una quota una tantum (cioè una sola volta) per ogni album o singolo che pubblicherai (nello specifico da gratis a circa 35 euro
dopodiché dovrai solo riscuotere i proventi maturati nel tempo, al netto di una piccola percentuale variabile di diritti trattenuti in corrispettivo, in misura variabile da gratis al 15%
Un servizio totalmente gratuito è Amuse, che non riscuote né diritti una tantum di deposito brani né percentuali sui proventi.

Pare infatti, come dichiarano espressamente, che essa sia interessata soltanto alla scoperta di nuovi talenti da produrre e a tal fine sembra offrire un servizio gratuito di buona qualità, pur non molto ricco di servizi ausiliari, al momento.

La piattaforma di servizi da te scelta provvederà a pubblicare la tua musica in tutte le piattaforme di vendita e di streaming, riscuoterà i proventi e li distribuirà a te, periodicamente.

Tu potrai controllare i report in ogni momento attraverso la piattaforma, alla quale avrai un accesso riservato per mezzo della consueta operazione di login.

Ecco i links di Cd Baby e di Amuse:

cdbaby.com

www.amuse.io


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