La narrazione astratta della musica e il suo ruolo nello sviluppo della consapevolezza

Il Blog di Alessandro Fois.


La narrazione astratta della musica e il suo ruolo nello sviluppo della consapevolezza


Libera dalle briglie della moda e della mercificazione, nonché slegata e indipendente da ruoli ludici e sociali e dalla funzione di supporto narrativo per parole e immagini, in tal modo la musica acquista la dimensione di arte indipendente e pura.
 
In tal modo sarà possibile parlare di una “narrazione astratta della musica”, che finalmente “racconta di sé”, in perfetta solitudine espressiva.
 
Di che parla la musica quando è svincolata da altri contesti narrativi?
 
Essa può esprimersi parlando al nostro subconscio, sollecitando i nostri archetipi per mezzo dei simboli emozionali ad essi correlati, tessuti in forma sonora sulle trame della forma e dell’estetica musicale convenzionale.
Le forme musicali cambiano in funzione delle epoche, e parimenti si rinnovano i loro codici estetici.
 
In mancanza di narrazione, la musica legata soltanto alla forma e all’estetica offre un valore artistico di prima lettura più o meno apprezzabile, in funzione della capacità e della cura di chi l’ha “architettata”, ma pur sempre di secondaria grandezza, monca di un elemento narrativo profondo che la definisca come Arte con la “A” maiuscola.
 
Gli archetipi invece, nella accezione che qui intendo suggerire, “racconterebbero” credenze radicate nell’inconscio e cariche di emozioni: paure, bisogni e desideri che coincidono con l’essenza della natura umana individuale e condivisa.
 
Tali archetipi psichici sono evocati e portati alla coscienza per mezzo dei simboli, che costituiscono in concreto il “richiamo significante del significato dell’archetipo”.
 
Il “racconto musicale” artistico può quindi esprimersi attraverso “simboli sonori” capaci di evocare le credenze (e le emozioni correlate) contenute negli archetipi dell’inconscio umano, portandole finalmente alla coscienza, alleviando parte del loro peso, orientando irresistibilmente le nostre esistenze verso dimensioni esistenziali più vicine alla nostra essenza.
 
L’arte musicale procede dalla capacità tecnica e di pensiero, altresì dalla sensibilità emozionale conscia e inconscia dell’artista, sia essa frutto di lavoro di ricerca, ispirazione, istinto, o più spesso un insieme di questi elementi.
 
Tale arte, operando all’interno della forma e dell’estetica della composizione (elementi aventi in tal senso valenza neutrale), per mezzo dei simboli sonori può offrire una potente sollecitazione all’ascoltatore “iniziato”, sollecitandolo verso l’evoluzione della coscienza e la scoperta del Sé.
 
La musica, per sua peculiarità, può ottenere tali risultati senza utilizzare il concetto logico, che meglio si articola per mezzo del linguaggio e delle immagini.
 
In tal senso è forse la più astratta e profonda delle arti… e la nostra epoca la sta distruggendo.
 
Alessandro Fois

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